egoistamore
martedì, 29 settembre 2009

#IMPRESSIONI DI SETTEMBRE#

...Io dentro al Colosseo non ci sono mai entrata.
E' un amore silenzioso e distante, il mio.
Scendo per via Cavour, al semaforo dopo quel grande hotel a cinqe stelle svolto a sinistra, attraverso la strada, imbocco via degli Annibaldi, alzo gli occhi e...eccolo lì. Silente. Maestoso. Sempre un po' acciaccato ma pur sempre con la sua costante aria di rispettosa superiorità.
E di colpo mi ricordo che cosa veramente mi manca di Roma.
Sono cambiata?
Sì, forse.
Sono cresciuta?
Prego ardentemente che non sia così, ma dopotutto non posso negare - almeno a me stessa - di essere diventata un po' più adulta di quanto non volessi. E non è un fatto di età.
Perchè ci sono giorni in cui ho paura. Una paura tremenda.
Paura. Che tutto possa restare sempre così.
Ho guardato per tanti anni l'orizzonte da dietro casa mia, cercando di indovinare cosa mi nascondessero queste montagne. Ho immaginato arcobaleni a perdita d'occhio, palazzi, strade e luoghi dove nessuna montagna mi avrebbe celato il cielo. Poi ho raccolto le mie cose, le ho buttate in un vecchio zaino e sono andata in cerca di una vita da vivere. Ho fatto tanta strada senza sapere dove un giorno sarei approdata.
Ogni viaggio custodisce in se il suo scrigno di malinconia. Ma lo svela unicamente quando il viaggio finisce.
E' dunque finito?
Perchè capita che la nostalgia mi tolga il respiro.

Mi manca la persona che sono stata capace d essere.

Voglio svegliarmi nel cuore della notte perchè mi viene in mente qualcosa da scrivere e scriverlo sopra il muro della cucina, senza pensare che domani lavoro. Oppure trascorrere il pomeriggio sdraiata sul letto ad osservare i giochi che il fumo della mia sigaretta crea con i riflessi di luce che entrano dalla finestra...

Bisogna per forza essere tristi e soli per starci comodi nei sogni?

...A volte capita che mi metto a pensare a quesi giorni, mesi, anni.
A volte mi metto a ridere da sola. Poi mi viene voglia di piangere. Poi ho volgia di sconvolgere e di urlare e di scendere per le strade a ballare e cantare come quando alle superiori, in gita, per le vie di Praga cantavo le sigle dei cartoni animati insieme ai miei compagni di classe.
Dove sono adesso quei volti?
Fotografie sbiadite dal tempo, ricordi opachi sulla filigrana della mia memoria.
A volte mi sembra di aver smesso di voler volare.
E' così che si diventa grandi?
Basta un lavoro, uno stipendio fisso, una macchina da pagare a rate e il sipario si chiude?
Dove sono gli appalusi per me?
Mi accontento di ripetere stralci di vecchie battute logore nel minuscolo teatrino della routine di ogni giorno e mi scordo - ogni giorno di più - del caleidoscopico cosmo di emozioni vissute per intero quando il mondo mi sembrava piccolo e potevo tenerlo in tasca insieme ad un pacchetto di Lucky Strike Silver.

Sì, forse hai ragione Pa'...
Sono felice adesso.

Ma dove sono gli applausi per me?

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